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Salute - I radicali liberi nella pratica sportiva

I radicali liberi, sono delle sostanze che cambiano la loro struttura chimica durante i processi metabolici, diventando particolarmente reattivi. Si possono paragonare a delle calamite, che si attaccano alle cellule, giungendo anche a distruggerle. Possono agire su diverse strutture delle cellule, provocando disturbi di vario tipo, persino il cancro se agiscono sul DNA e se provocano in esso lesioni di un certo tipo…
Ma a seconda di dove colpiscono, possono provocare l’invecchiamento di un certo tessuto o il cattivo funzionamento di un altro.
 
Il corpo umano, ne produce giornalmente una discreta quantità, che non deve destare preoccupazioni, perché in condizioni normali, l’organismo mette in atto particolari contromosse, capaci di neutralizzarli.
 
Il rischio nasce con l’intensificarsi di fattori esterni, che possono provocare un brusco e cospicuo aumento dei radicali circolanti: il fumo, l’alimentazione ricca di grassi, l’abuso d’alcolici, le radiazioni solari, l’uso di determinati farmaci… ma anche l’esercizio fisico quando è intenso e prolungato, causa una sovrapproduzione di radicali liberi.
 
Nel corso dell'esercizio fisico esaustivo e prolungato, si possono verificare delle lesioni a carico dei mitocondri (quegli organuli dove avviene la produzione d’energia, sottoforma di ATP). Quando invece sono colpiti tendini, legamenti ed articolazioni, può avere origine un processo infiammatorio.
 
Come difendersi.
L' organismo possiede di norma molteplici difese che combattono l’azione dei radicali liberi che sono detti antiossidanti.
Alcune Vitamine (A. C. E.), insieme ai Sali Minerali ed agli enzimi Scavenger, formano “le sentinelle” di guardia alla nostra salute.
 
Per determinate categorie di sportivi, caratterizzati da intense e prolungate sedute di allenamento quotidiane (ciclisti, maratoneti, sciatori di fondo, triatleti…), le normali difese appena descritte, potrebbero andare in crisi e non riuscire ad inattivare le pericolose sostanze di rifiuto circolanti.
 
La prevenzione dei danni causati dai radicali, si fonda innanzi tutto sulla corretta alimentazione:
un regime dietetico bilanciato nei nutrienti energetici (lipidi, zuccheri e proteine), con un corretto apporto di nutrienti essenziali (vitamine e sali minerali) contribuisce a mantenere elevati i livelli delle difese antiossidanti.
 
Pertanto non deve venire mai meno l'apporto quotidiano dei più efficaci antiossidanti normalmente forniti in dosi elevate da alcuni cibi fondamentali a questi fini, quali le carni, il latte e i derivati (che però apportano anche grassi animali e quindi vanno assunti con moderazione) e soprattutto la frutta e le verdure fresche.
 
Gli alimenti di origine vegetale apportano molti nutrienti essenziali con azione antiossidante quali Vitamina C, Vitamina E, Carotenoidi, Bioflavonoidi e Sali Minerali quali Mg, Zn, Se, Cr, Va ...
 
La frutta e la verdura vanno consumate preferibilmente crude, a dosi piccole ma frequenti e diversificate nell'arco della giornata, perché il sistema deputato all'assorbimento e al trasporto di queste vitamine a livello intestinale è saturabile già a piccole dosi e quindi va rifornito più volte per assicurare un'assunzione più elevata nell'arco della giornata. Inoltre è consigliabile consumare frutta e verdura preferibilmente di stagione, che sono le più ricche che antiossidanti.
 
La valutazione dell'entità dei processi degenerativi promossi dai radicali liberi e dell’efficacia delle difese antiossidanti consente di approntare, quando ce ne sia necessità, un apporto d’integrazione adeguato alle esigenze diverse d’ogni individuo.


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