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Omeopatia

Non è una medicina diversa, visto che tutti, alternativi e non, concordano sul fatto che Ia medicina sia comunque una sola. Di diverso nella proposta omeopatica c'è il metodo terapeutico che è basato, anziché sulla cura della sintomatologia comune, sull'osservazione congiunta del corpo e della psiche.
I sostenitori la descrivono come un metodo terapeutico efficace, non violento né invasivo, privo di controindicazioni e di effetti collaterali.
I detrattori, da parte loro, parlano di acqua fresca, priva di qualsiasi traccia di principio attivo, dunque scientificamente improponibile e assolutamente inefficace.
 
Fatto sta che l'omeopatia è stata scelta nel 2000 come metodo di cura da più di sei milioni di italiani.
 
Christian Hahnemann, medico tedesco del '700 e padre dell'omeopatia, teorizzò che, la vita dell'uomo fosse governata dal flusso continuo della "bioenergia". Quando questa viene perturbata si genera uno stato di squilibrio, quindi compare la malattia. La ricerca di rimedi utili per ristabilire l'equilibrio bioenergetico porta Hahnemann a un'osservazione importante:
 
alcune sostanze provocano nell'uomo sintomi simili a quelli delle malattie che sono capaci di curare.
 
Una lunga serie di studi e di esperimenti portano lo scienziato ad accorgersi che un'elevatissima diluizione di tali sostanze riesce a cancellarne gli effetti tossici e le controindicazioni, senza ridurne l'efficacia terapeutica.
 
Nasce così la medicina omeopatica, i cui rimedi, derivati dal mondo vegetale, minerale e animale, sono sottoposti ai processi di diluizione (in alcool, acqua o lattosio) e dinamizzazione (una serie di scosse che "attivano" le proprietà latenti del prodotto stesso).
Una delle caratteristiche più sorprendenti è quella terapeutica, che contrariamente a quanto accade con i farmaci convenzionali, aumenta con l'aumentare della diluizione.
 
Secondo i medici seguaci del metodo omeopatico, la malattia non esiste.
“Si tratta solo di un concetto inventato dalla medicina per creare dei riferimenti su cui ragionare. Esiste invece un malato con dei sintomi che il medico deve osservare con attenzione.”
 
È proprio questa la grande differenza tra i due approcci:
 
* la medicina convenzionale cura la malattia,
* l'omeopatia osserva il malato e cerca il rimedio più adatto a ristabilire il suo equilibrio energetico, e quindi il suo stato di buona salute.
* La medicina convenzionale osserva i "sintomi comuni", quelli cioè che ricorrono nei pazienti con la stessa sindrome; chi starnutisce ha il raffreddore.
* Il medico omeopatico ragiona invece sui "sintomi peculiari" del malato: se ha sete, se ha fame, se suda, se sente freddo e così via.
* La visita dal medico omeopatico è lunga: fa poche domande, lascia parlare molto il paziente e ascolta.

 
Questo aspetto deriva da un'altra osservazione di Hahnemann. I rimedi dell'omeopatia provocano non solo sintomi fisici simili a quelli delle malattie che possono curare, ma anche sintomi mentali: paure, anomalie di comportamento, atteggiamenti insoliti. Ogni farmaco, è la conclusione, all'efficacia fisica ne unisce una psichica.
 
Dalla teoria nasce una sorta di personalizzazione del rimedio, nel quale gli omeopati riconoscono caratteristiche psicologiche analoghe a quelle degli essere umani.
L'arsenico è avaro, lo zolfo è sciatto, l'argento preoccupato, il gelsomino vigliacco e così via; ciascun rimedio dunque si adatta a pazienti che presentano atteggiamenti analoghi.
Una malattia che la medicina convenzionale cura con un unico tipo di farmaco, viene trattata dall'omeopatia con rimedi differenti in relazione alla personalità del paziente.
 
La scelta di curarsi con la medicina omeopatica è, in qualche modo, una scelta di vita. I risultati dei rimedi dinamizzati non sono rapidi come quelli dei farmaci di sintesi.
Il malanno non va via con un paio di pastiglie, ma si deve lavorare per rimuovere gli squilibri che lo provocano.
Sono necessari tempo, determinazione e costanza.
In cambio si ha la possibilità di curarsi con prodotti che non inquinano l'organismo, che non ne abbattono le difese, che non creano scompensi. Su un aspetto gli esperti sembrano essere concordi:
i rimedi omeopatici devono essere, considerati, da chi vi si affida, dei veri e propri farmaci. Quindi è obbligatorio rispettarli, non se ne deve abusare, e bisogna assumerli solo dietro prescrizione di un medico esperto nell'argomento.


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