ARTICOLI - PSICOLOGIA SPORTIVA



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Depressione e sport

Spesso, la vita riserva brutte sorprese. Momenti amari, tristi, dolorosi, che poco spazio lasciano ad altre cose.
Chi, nel corso della sua esistenza, non si è trovato di fronte a realtà troppo pesanti?
Di fronte ad una grave perdita in famiglia o di un caro amico, davanti una separazione, un tradimento, ma a volte anche un insuccesso in un determinato settore a noi particolarmente a cuore, ci lasciamo vincere dallo sconforto, inesorabilmente, subentra un profondo stato di tristezza ed abbattimento mentale e fisico.
 
Le attività che prima costituivano il fulcro della nostra esistenza, anche quelle più piacevoli o piene di soddisfazioni, sembrano aver perso la loro importanza. Anche le azioni più banali, nel caso in cui fossimo ancora in grado di farlo, vengono eseguite con difficoltà eccessive. Frequentemente appaiono disturbi alimentari e viene alterato il ritmo del sonno.
 
Nel caso in cui, questa situazione, si prolunghi nel tempo (superiore le due settimane), oltrepassando un determinato livello d’intensità, è necessario correre subito ai ripari e richiedere l’intervento di uno specialista.
 
Il terapeuta, che dispone di criteri di diagnosi ben precisi, tenderà ad escludere o, nella peggiore delle ipotesi, a confermare la presenza di una malattia, la depressione appunto.
Gli stessi sintomi, infatti, oltre che caratterizzare un soggetto colpito da depressione, possono dipendere in tutto o in parte da altre malattie o dall'assunzione di farmaci, sostanze stupefacenti, alcol.
 
L’intervento tempestivo di un terapeuta, evita che la situazione peggiori o degeneri in condizioni difficilmente recuperabili. Spesso, infatti, il soggetto inizia a svalutarsi, a pensare alla morte e a farla finita. Questo costringe a non sottovalutare i sintomi.
 
Cause ereditarie e fattori ambientali.
 
Nonostante i fiumi d’inchiostro scritti in merito alla depressione, non è ancora certa la causa specifica promotrice della sua comparsa. Molti sono d’accordo sul fatto che potrebbero entrare in gioco molteplici fattori, variamente combinati fra loro.
Alcuni scienziati, tendono dare importanza alla tesi della predisposizione genetica. Secondo questa teoria esisterebbero soggetti più vulnerabili di altri nei confronti della depressione.
Anche se non si escludono i fattori esterni come stress prolungato, traumi della vita, delusioni, insoddisfazione, frustrazione, vissuti giorno per giorno senza vedere una via d’uscita.
 
Cura? Un aiuto dal mondo dello sport.
 
Accanto alla cura farmacologia ed alle sedute di psicoterapia specifiche ed individualizzate, che devono costituire la struttura portante del trattamento, ottimi risultati, ha dato l’introduzione della pratica sportiva.
 
Da un lato i farmaci usati in combinazione, tendono nello stesso tempo ad alleviare la sintomatologia, giungere alla guarigione, conservare lo stato di benessere nel tempo.
La psicoterapia, invece segue ed affianca il graduale rilascio farmacologico, attenta al reinserimento sociale del soggetto.
Oggi invece, con l’affermarsi delle cure alternative, con sempre più forza si sta imponendo la pratica di uno sport come valida soluzione di supporto terapeutico.
 
Sono noti ormai da tempo i benefici che la pratica costante di un’attività motoria, genera grossi benefici psicologici, aiuta a scaricare tensioni interne e diminuire lo stress psicofisico. Non deve quindi stupire il suo utilizzo a scopo terapeutico.
 
I risultati ottenuti sono più che incoraggianti, consentono una guarigione rapida e naturale.
 
Ovviamente, la terapia deve essere mediata da psicoterapeuti preparati, che valutano le diverse situazioni e decidono quale via intraprendere. Mai in nessun caso, bisogna sostituirsi a questi esperti, perché come abbiamo visto, il rischio potrebbe essere elevato.


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