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Fisiologia. Come lo sport modifica il cuore

L’esercizio fisico, se praticato in modo costante e continuato nel corso degli anni, genera una serie di modificazioni, più o meno accentuate, sul corpo umano.
E’ palesemente riconoscibile l’individuo che con regolarità si dedica alla pratica di una qualsiasi attività motoria dal sedentario o dallo sportivo della Domenica.
Il fisico allenato mostra visivamente i segni del suo lavoro. La massa magra è solitamente ben sviluppata, il corpo appare tonico, proporzionato, armonico ed il tessuto adiposo è sotto controllo. Anche i colori della pelle, l’aspetto e la consistenza dei capelli contribuiscono a confermare un’immagine positiva dell’atleta rispetto “l’individuo gemello” con bassa affinità per lo sport.
 
Anche ad un esame più approfondito, il corpo allenato mostra modificazioni essenziali e caratteristiche che nel complesso, migliorano l’efficienza del complesso uomo\atleta.
 
Tra i vari organi che più giovano del sano esercizio fisico, vediamo sicuramente figurare il cuore.
Nell’atleta, il cuore, mostra delle modifiche che hanno a dir poco dell’incredibile.
Di dimensioni maggiori rispetto alla norma (dai 600cm cubi, fino ai 1000 – 1200cm cubi dell’atleta) e con pareti più spesse e più forti, per meglio pompare il sangue alle estremità (è capace di pulsare dai 30 ai 35 litri\min contro i 20 litri\min di un sedentario)…
 
L’esperienza sul campo di medici specialisti dello sport, che hanno nel tempo monitorato l’andamento del muscolo cardiaco nelle varie fasi dell’esercizio fisico in atleti di vario livello e seguito l’evoluzione e le modificazioni indotte dall’allenamento, hanno evidenziato, tra l’altro, che esistono delle marcate differenze morfologiche in relazione al tipo di attività praticata.
In altre parole, il tipo di attività sportiva praticata, crea delle modificazioni caratteristiche del muscolo cardiaco, che ne ottimizza l’azione in base alle necessità tipiche dello sport praticato.
 
In linea generale, nelle discipline dove domina la componente esplosiva (tipica degli sport statici), le sollecitazioni sul sistema cardiaco sono di breve durata e sono solamente di tipo pressorio.
Nelle discipline dove prevale l’aspetto resistente (come accade negli sport di endurance), si registra un sovraccarico di volume che causa un allungamento ed ispessimento delle fibre muscolari che compongono la parete cardiaca (in particolare del ventricolo sinistro), molto superiore rispetto il caso precedente, con conseguente ispessimento del cuore ed incremento delle dimensioni delle cavità.
 
In conclusione, l’osservazione ha confermato l’ipotesi di differenti modalità di adattamento del cuore negli sport statici e dinamici, ma valori di funzionalità sistolica e diastolica normali.


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