ARTICOLI - PREPARAZIONE ATLETICA



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Preparazione atletica. Il controllo posturale

Spesso la preparazione atletica tralascia alcuni elementi importanti dell’allenamento, prediligendo sessioni volte ad incrementare principalmente le capacità condizionali, come forza, velocità, resistenza…
 
Si ignorano, invece, esercitazioni fondamentali, dedicate allo sviluppo delle capacità coordinative. Un momento, questo, tanto più importante quanto più giovane è l’atleta seguito.
 
Molte discipline sportive (arti marziali, calcio, tennis, pallavolo, ecc.), devono necessariamente prevedere sedute specifiche, che vadano a stimolare i meccanismi, alla base dei processi coordinativi.
 
La propriocezione è vista come la capacità di gestire la coordinazione, elaborare velocemente gli stimoli esterni e produrre rapidamente una risposta adeguata.
 
La propriocettività è la consapevolezza del corpo e del suo movimento nello spazio ed integra tutti i sistemi sensoriali, incluso il feedback dai tendini, dai muscoli e dalle articolazioni, il sistema visivo, la sensibilità tattile e pressoria, il sistema vestibolare.
 
L’allenamento propriocettivo, ha quindi un ruolo importante nella prestazione sportiva individuale o di squadra, ma costituisce anche un efficace mezzo di prevenzione degli infortuni.
 
I piedi rappresentano il cardine di quasi tutta l’espressione propriocettiva del corpo.
 
I recettori, responsabili al controllo posturale, sono situati in diverse zone del nostro corpo. Ne esistono di numerose tipologie, ciascuno con una propria funzionalità. Essi registrano in modo continuo le sollecitazioni meccaniche e le rispediscono, sotto forma di impulso elettrico al Sistema Nervoso Centrale (SNC), in questo modo, possiamo costantemente avere il senso della posizione ed il senso del movimento.
 
Attualmente sono disponibili le più moderne tecnologie per la valutazione del controllo posturale, sia in situazione statica sia dinamica, anche se viene preferito il test in condizioni dinamiche (in appoggio monopodalico) perché più rispondente alle specifiche realtà sportive.
 
Ricordiamo che un soggetto in appoggio monopodalico può gestire le situazioni d’instabilità, utilizzando tre diverse strategie:

- Archeopropriocettiva–visiva
- Di compenso con gli arti superiori
- Vestibolare
 
La prima (Archeopropriocettiva–visiva) è quella che consente di avere un controllo posturale più raffinato ed è una caratteristica dei grandi campioni, qualunque sia la specialità sportiva praticata.
 
Le strategie di compenso vestibolare e con gli arti superiori, nascondono più facilmente una sindrome ipocinetica (in particolare in soggetti anziani e non sportivi), o una instabilità funzionale degli arti inferiori.
 
L’uso di pedane basculanti propriocettive, è fondamentale per la valutazione dei parametri sopra esposti. I risultati saranno ancora più precisi quando la pedana verrà collegata ad un PC dotato di software specifico e l’elaborazione dei dati più rapida, dettagliata e confrontabile…


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